#1/2017: EMILIO REYNERI con Giovanna Fullin (NEW!)

La figura di EMILIO REYNERI, tra gli studiosi italiani della sociologia del lavoro più conosciuti, sia nella comunità scientifica, che tra generazioni di studenti formatisi sul suo fortunato manuale, è associata a rigore e linearità di percorso. Invece, nella conversazione con Giovanna Fullin, a prevalere sono le svolte impreviste imboccate dalla sua traiettoria professionale: l’ingresso nella Scuola di formazione di Sociologia aperta pochi mesi dopo la sua laurea in Bocconi; la possibilità raccolta quasi per caso di spostarsi a Catania, inattesa esperienza di arricchimento professionale e personale; le nuove occasioni che si schiudono alla sua carriera universitaria a seguito di apparenti insuccessi. L’intervista ricostruisce vincoli e opportunità del contesto storico nel quale si realizza il suo percorso di ricerca, seguendo il tema del lavoro come filo rosso: dai primi studi sull’organizzazione del lavoro, alle ricerche sull’emigrazione di ritorno, fino ai molteplici approfondimenti sul mercato del lavoro. Le riflessioni sulle varie esperienze realizzate, sia nell’ambito della ricerca nazionale e internazionale, sia nel campo delle consulenze, offrono ai sociologi (non solo economici) di domani preziosi suggerimenti: cercare un equilibrio che consenta di incrociare i problemi studiati, evitando sia il monotematismo sterile che l’inconcludente dispersione; “sporcarsi le mani” con la ricerca nel campo; adottare, a seconda delle esigenze, sia la metodologia quantitativa che quella qualitativa; accogliere la sfida dell’internazionalizzazione, partecipando a progetti o reti di ricerca internazionali e adeguandosi alla logica della valutazione tra pari.

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#2/2016 – MASSIMO PACI con Emmanuele Pavolini (NEW!)

Il percorso intellettuale di MASSIMO PACI, qui ricostruito con Emmanuele Pavolini, è accomimg248pagnato dall’adozione di una prospettiva storica allo studio dei processi sociali. L’imprinting di tale approccio nasce dalle letture nella biblioteca paterna e dalla frequentazione di un ottimo liceo e si sviluppa poi attraverso la frequentazione di prestigiose reti nazionali ed internazionali di studiosi: Touraine e i sociologi del lavoro a Parigi; Pizzorno e il gruppo milanese nodale nell’espansione della sociologia in Italia; Bendix e i colleghi di Berkeley, ai tempi della protesta contro la guerra in Vietnam. Reti che Paci cercherà di coltivare anche a distanza, una volta trasferitosi ad Ancona, ad esempio coi frequenti periodi di ricerca all’estero, o attraverso la partecipazione alla redazione di Stato e Mercato. La sua produzione di ricerca insiste sul riconoscimento, accanto alla coppia concettuale di Stato e Mercato – già affermata presso politologi ed economisti – del ruolo della reciprocità solidale e del Terzo settore nel funzionamento dell’economia e nello sviluppo economico. L’intervista lascia spazio anche alle riflessioni del sociologo sul suo impegno politico, vissuto più da consulente che da policy maker, e sulla sua attività didattica, ritenuta tra le più fruttuose della propria vita accademica e coltivata attraverso un sistematico “spiazzamento delle ovvietà sociali”.
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